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IMMOBILI E AFFITTI COMMERCIALI:CEDOLARE SECCA

11 giugno 2019   ·  Rivista del 2° Trimestre 2019


immobili e affitti commerciali:cedolare secca

Punto di vista: A cura Di Veronica Dadda

A partire dal 1° gennaio 2019  sarà possibile  optare per il pagamento della cedolare  secca sugli affitti  commerciali, beneficiando così della tassazione  sostitutiva Irpef del 21%.
E'  ciò che prevede  la  legge di  Bilancio 2019  all'art.  1  comma  59  che definisce altresì requisiti e regole  per  l'accesso  alla tassazione  sostitutiva Irpef. Vediamoli di seguito.
Requisiti
I  canoni  di  locazione  commerciale per i  quali  sarà possibile  beneficiare  della cedolare secca al  21%  dovranno  essere riferiti  a contratti  di  locazione  rientranti nei seguenti  requisiti· riguardare immobili di categoria catastale  C1,  con  superficie  fino a 600 mq,  escluse pertinenze  e relative  pertinenze  anche se  locate congiuntamente; essere stipulati  nel  2019. 
Al  fine  però di   evitare   comportamenti elusivi,  la Legge di  Bilancio  2019  ha stabilito  che,  anche  nel  rispetto  dei requisiti  di  cui  sopra, non si  potrà applicare  il  regime  di  tassazione  a cedolare secca  per   i  contratti  stipulati nel  2019  qualora al  15 ottobre 2018  risulti  in  essere  un  contratto  non scaduto,  tra i  medesimi  soggetti  e per lo  stesso  immobile,  interrotto  in  anticipo rispetto  alla scadenza  naturale.
Come  funziona  la cedolare secca
La cedolare secca è dunque una  imposta sui  redditi  da locazione  sostitutiva  dell'Irpef,  delle addizionali  e delle imposte di  bollo  e di  registro  dovute  in sede  di  registrazione del contratto.  Le aliquote della cedolare secca sugli  affitti  sono due,  pari al 21 o al 10  per cento.  Quest'ultima può essere applicata  soltanto  in  alcuni  specifici casi,  ovvero  per  i contratti  a canone  concordato  in  Comuni  con  mancanza di  soluzioni  abitative o  densamente  popolati,  per contratti d'affitto a  studenti  universitari e nei  Comuni  in  cui  vi  sono  state calamità naturali e  per gli  affitti  transitori   disciplinati  dalla Legge  n.  431/1998. L'adesione al  regime di  tassazione a cedolare secca  del  21 per cento è invece aperto a tutti i  contribuenti e, come sopra illustrato, dal 2019 anche per gli affitti  commerciali.
Tale novità viene introdotta al fine di  raggiungere  una platea più ampia di  contribuenti,  rendendo  di  fatto  appetibile la locazione di immobili commerciali. L'opzione per l'applicazione  della cedolare  secca deve essere comunicata  all'atto di registrazione  del con-tratto  o  negli  anni  successivi, utilizzando l'appo-sito  modello  RLI.  Il  pagamento dell'imposta dovuta  dovrà invece  essere effettuato  secondo  le stesse scadenze previste per le  imposte sui  redditi.
Quindi l'acconto della cedolare secca 2019 deve essere pagato: 
                ·in  un'unica soluzione,  entro  il  30  novembre,
                se  l'importo  è  inferiore a € 257,52;
                ·in due rate, se l'importo dovuto è superiore
                ad € 257,52:
                ·la prima , del 40% (del 95%),  entro  il  16 giugno;
                ·la seconda, del restante  60% (del  95%),
                entro il 30  novembre.
Il  saldo  si  versa invece entro  il 30  giugno  dell'anno  successivo  a quello di  riferimento. 
Viene offerta   in  tal  modo   a partire da quest'anno  una  opzione alternativa   al  regime  tradizionale  di  tassazione degli  immobili  commerciali,  da tenere in  considerazione e sulla cui  scelta ci si  potrà  orientare  calcolatrice  alla mano, risultando  talvolta davvero conveniente e  incentivante alla locazione di immobili commerciali in  questo  momento di congiuntura, sia  per  i  proprietari locatori  che per gli  inquilini locatari.

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